Una storia che comincia ufficialmente nel 1999 ma che, in realtà, ci porta molto più indietro negli anni.

Dici Bologna United, nata ufficialmente nel 1999 ma non puoi fare a meno di pensare agli anni Sessanta e a due realtà straordinarie, l'Hc Bologna 1969 e il Gymnasium. Ovvero due realtà importanti e storiche non solo per la pallamano delle Due Torri ma pure per la pallamano nazionale.
Hc 1969 e Gymnasium che, tra un derby e l'altro, arrivano quasi ai giorni nostri: da un lato la famiglia Salvatori - Gianni, il presidente, Massimo, l'azzurro - dall'altro la famiglia Tedesco, Beppe e Giorgio. Le due famiglie dopo essersi studiate per anni decidono che Bologna è matura. Matura per un nuovo polo che possa cercare di trasformare questa città in HandballCity.
Nasce lo United, arrivano i playoff, il primo trofeo, l'Handball Trophy e un'incredibile finale scudetto, nel 2007, con una squadra arrivata stremata e con mille infortuni che regala e dispensa emozioni. C'è l'Europa, il confronto con Sarajevo, prima volta di Bologna in Europa, l'emozione di Valladolid e ancora la Norvegia e, ai giorni nostri, prima la Turchia e poi l'Austria.
E se il coach è sempre stato uno solo, Beppe Tedesco, sono stati tanti i campioni che si sono alternati, con alcuni punti fermi. Matteo Pettinari, il portierone che è andato anche negli States per perfezionare i suoi studi di ingegneria, capitan Dino Zaniboni, detto il Mago, Marcello Montalto, il bomber che ha al suo attivo 1.500 gol e che aspetta sempre che il vice presidente Giorgio Tedesco tenga fede a una sua vecchia promessa ("un anello ogni mille gol", come accade nella Nba per chi vince il titolo a stelle e strisce). E ancora Pasqualone Maione, oggi in Spagna, Alessandro Tarafino, Piero Di Leo. Il principe di Capodistria Matosevic, Lazlo Majnov e Petras Raupenas.
L'idea di riempire il PalaSavena che Giorgio Tedesco ha ribattezzato United Arena: un progetto che va avanti e che vuole assicurarsi un futuro. Un progetto ambizioso chiamato Bologna United: impossibile non provare simpatia per Beppe Tedesco e i suoi fantastici ragazzi.